Cosa sono le perdite di rete
Quando l'energia viaggia dalle centrali fino alla tua presa, una parte si disperde lungo la rete sotto forma di calore (effetto Joule nelle linee e nei trasformatori). Per consegnarti 1 kWh al contatore, nel sistema bisogna immetterne un po' di più.
Questa differenza ha un costo, che viene recuperata in fattura tramite un fattore convenzionale di perdita: un coefficiente standard, stabilito da ARERA in base al livello di tensione del punto di prelievo.
Quanto vale: 10% (×1,10) per la bassa tensione
Per le utenze domestiche in bassa tensione (BT) il fattore convenzionale di perdita è il 10%, cioè un moltiplicatore ×1,10.
È un valore UNICO, non per fascia. Il coefficiente dipende dal livello di tensione (BT/MT/AT), non dall'ora del giorno: è identico in F1, F2 e F3. A cambiare per fascia è solo il prezzo dell'energia (PUN), non la percentuale di perdita.
Fonte ufficiale: ARERA, Delibera 117/2022/R/eel, che ha aggiornato la Tabella 4 del Testo Integrato Settlement (TIS) con decorrenza 1° gennaio 2023, fissando al 10% il fattore per i punti di prelievo in bassa tensione. Il valore precedente (10,2%) è superato.
Su cosa si applicano (e su cosa no)
Le perdite di rete si applicano solo alla materia energia:
Come entrano nel prezzo
Il prezzo della materia energia si ottiene così:
È equivalente a dire che paghi il 10% di kWh in più rispetto a quelli che consumi davvero: gonfiare il prezzo del 10% oppure gonfiare i kWh del 10% portano allo stesso totale. Per questo, quando si verifica lo spread reale di un fornitore, non basta sottrarre il PUN "nudo": va considerato anche il ×1,10, altrimenti lo spread risulta sovrastimato.
Esempio pratico
Materia energia senza perdite (PUN 0,12 + spread 0,02): 0,1400 €/kWh
Con perdite ×1,10: 0,1400 × 1,10 = 0,1540 €/kWh
Le perdite valgono quindi 0,0140 €/kWh. Su un consumo di 2.700 kWh/anno ≈ € 38/anno.
Valori illustrativi. PUN e spread variano nel tempo e per offerta; il coefficiente ×1,10 (10%) è invece fisso per la bassa tensione.
Perché è importante saperlo
Le perdite di rete sono uguali per tutti: non sono una leva su cui un fornitore può batterne un altro. Conoscere il ×1,10 serve soprattutto a leggere correttamente lo spread: è la differenza fra quello che paghi e il prezzo all'ingrosso, ma calcolata tenendo conto delle perdite. Gryllus AI lo fa automaticamente, così confronti i fornitori solo sulle voci dove davvero si differenziano.
Domande frequenti
Le perdite di rete variano per fascia oraria (F1, F2, F3)?
No. Il fattore di perdita dipende dal livello di tensione (in bassa tensione è 10%, ×1,10), non dall'ora: è identico in F1, F2 e F3. A variare per fascia è il prezzo dell'energia (PUN), non il coefficiente.
Perché pago le perdite se l'energia la consumo io?
Perché per consegnarti 1 kWh al contatore il sistema deve immetterne di più (una parte si disperde nel trasporto). Quel surplus ha un costo, ripartito su tutti i clienti tramite il fattore convenzionale di perdita. È un meccanismo regolato, uguale per ogni fornitore.
Il fornitore può decidere un coefficiente di perdita diverso?
No: il fattore convenzionale di perdita è fissato da ARERA (10%, ×1,10 per la BT). Non è una leva commerciale. Quello che il fornitore decide è lo spread sulla materia energia e la quota fissa di commercializzazione.
Le perdite si applicano anche a dispacciamento, oneri o trasporto?
No: il ×1,10 riguarda la materia energia (PUN + spread). Trasporto, oneri di sistema e quota fissa seguono le proprie tariffe regolate, in cui le perdite sono già considerate o non pertinenti.
Vuoi sapere quanto pesano sulla TUA bolletta?
Gryllus AI ricostruisce il prezzo dell'energia voce per voce — perdite incluse — e ti dice se lo spread del tuo fornitore è equo. In 30 secondi, gratis, senza registrazione.